martedì 13 giugno 2017

Sculacciate ai bambini, perché è meglio evitarle

evitare le sculacciate ai bambini

Siamo nel XXI secolo, eppure sento ancora dire che "una sculacciata ogni tanto ci vuole", "se l'è meritata", "quando eravamo bambini noi era la norma, e siamo venuti su meglio dei ragazzi di oggi".

Trovo che ci sia una gran confusione tra genitori autoritari e genitori autorevoli. La persona autoritaria si impone attraverso il potere, quella autorevole rispetta l'altro, tenendo in considerazione il suo punto di vista. Laddove, invece, è tutto concesso e lecito si parla di "permissivismo", ed è un'altra cosa, una non-educazione, se posso dire.

Siamo sopravvissuti tutti a ceffoni e sculacciate, e questo non ci ha reso psicopatici. Ma che sia giusto e da seguire come esempio è un'altra cosa. Gli schiaffi non aiutano a risolvere il problema, se non nell'immediato, bloccando l'azione. Servono solo a scaricare la tensione momentanea dell'adulto, a levare il prurito dalle mani, e insegnano al bambino che funziona così. Che i grandi vincono sui più piccoli. Che i più forti vincono sui più deboli.

Come possiamo insegnare ad un bambino a non alzare le mani se siamo noi i primi a farlo? Come potremo stupirci se, da grandi, non saranno in grado di risolvere le questioni a parole? E, un'altra domanda, solo i genitori hanno il diritto di alzare le mani sui bambini? Vale la regola del "io ti ho fatto, io ti disfo?".

"La violenza ci sembra più accettabile quando la vittima è un bambino; più è piccolo e meno impressiona (...). La violenza contro i bambini ci sembra più accettabile quando l'aggressore è un padre o un maestro piuttosto che uno sconosciuto. Di fatto, non permetteremmo mai che uno sconosciuto si avvicini a nostro figlio e lo picchi." ¹

Ci mancherebbe ancora che uno sconosciuto alzasse le mani ad un bambino! Perché, però, se a farlo è un genitore, lo si giustifica? Perché si pensa ancora che sia un modo per farsi obbedire, per educare?  
"Aiuta a crescere figli migliori", sostiene qualcuno. Nessuno si azzarderebbe a giustificarlo allo stesso modo se la vittima in questione fosse un adulto. Nessuno si permetterebbe di alzare le mani alla signora che passa davanti in coda al supermercato, seppur la cosa possa essere molto fastidiosa. Si passerebbe per delinquenti, e scatterebbe una denuncia immediata.

"Non permetteremmo ai capireparto di picchiare gli operai, neanche se questo aumentasse la produttività. Né accetteremmo la pratica legale della tortura, anche se questo facesse diminuire la delinquenza.
Ci sono cose che si fanno o non si fanno per principio, indipendentemente dal fatto che funzionino o non funzionino." ²

Come si risolvono i conflitti coi bambini? 


Parlando. Spiegando. Dando il buon esempio. Molto più difficile che non alzare le mani.

Cercare di avere un dialogo col proprio figlio non è questione di moda, è questione di rispetto, lo stesso che, teoricamente, riserviamo ad un altro adulto, ad un'altra persona.

Un bambino che obbedisce in seguito ad uno schiaffo è un bambino intimorito, non un bambino educato. Smette il capriccio, o qualunque cosa stia facendo di sbagliato, perché ha paura di essere sculacciato, non perché ha capito l'errore. Ve l'assicuro, perché è una sensazione che ricordo bene.

Una sculacciata può scappare, non fa di noi dei pessimi genitori. Ma non può e non deve essere la norma e la forma di educazione che scegliamo di seguire con i nostri figli.

"Se qualche volta parte la mano con nostro figlio, facciamo esattamente la stessa cosa che faremmo se ci succedesse con un collega o un familiare adulto:
  • fare in  modo con tutti i mezzi possibili che non succeda
  • riconoscere di aver sbagliato, e provarne vergogna
  • chiedere scusa alla vittima" ³
Sono certa che molte persone strabuzzeranno gli occhi leggendo le parole "vittima" e "violenza", eppure è di questo che si tratta. Ci sono diversi gradi di violenza, ovviamente, e alzare le mani rientra in questa azione. Qualcuno resterà basito anche immaginando di picchiare un collega, perché lo concepiamo come una cosa assurda, questo perché la società in cui viviamo pone molta più attenzione e rispetto ai nostri pari piuttosto che ai bambini. I bambini vanno educati e plasmati come meglio crediamo, e se si oppongono possiamo intervenire anche a suon di botte. È così?

Imporsi attraverso la forza e la punizione fisica chiude la relazione con i figli, perché non c'è dialogo.

Un bambino che riceve schiaffi, sberle e sculacciate, anche occasionalmente, crescerà sentendosi insicuro e inadeguato rispetto alle aspettative dei genitori, avrà una scarsa autostima e tenderà ad essere aggressivo.


Smettiamo di pensare che "non ha mai fatto male a nessuno". Non è così.
Smettiamo di pensare che esistono bambini che vanno raddrizzati a suon di schiaffi e altri che sono fortunati perché hanno un'indole buona.
Smettiamo di pensare che è l'unico modo per farci ascoltare. Se il dialogo non funziona, forse è meglio rivolgersi ad un esperto per chiedere suggerimenti.


¹²³ tratto da "Besame Mucho", di Carlos Gonzalez 

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14 commenti:

  1. Sottoscrivo ogni tua parola! Bellissimo il libro di Gonzales...lo adoro!

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    1. Cara Cinzia, questo post mi sa che solleverà un polverone, ma avevo bisogno di esternare il mio pensiero. Ne sento e ne vedo di tutti i colori, in giro. Per fortuna ci sono anche persone come te che lo condividono :) Anche io adoro quel libro, una piccola Bibbia! ;)

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  2. D'accordissimo con quanto hai scritto!!!

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  3. Ho lavorato con bambini seguiti dai servizi sociali che hanno subito violenza...
    I bambini non si toccano mai!

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    1. Sono d'accordo con te, Silvia. Quelli di cui parli sono casi estremi, ma ci sono diversi gradi di violenza, di cui fanno parte anche le più "semplici" sculacciate.

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  4. Bellissimo post, concordo con tutto quello che hai scritto un bambino picchiato è un adulto insicuro che picchierà a sua volta, serve spezzare questa catena

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Esatto, è possibile spezzare questa catena. Prenderne atto è il primo passo!

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  5. Grande Marta. Me l'ero appuntato per leggerlo, questo tuo post. Sono d'accordo su tutta la linea. Aggiungerei che abbiamo ormai accettato come dato di fatto che la violenza sulla donna sia inammissibile (e vorrei vedere). Perché su un bambino la si considera ancora giustificata o persino valida? Mi piace il distinguo che fai tra la sculacciata sfuggita per esasperazione e quella considerata invece strumento educativo. Ritengo che se ci scappa sia doveroso che ci scusiamo. Questo non eviterà che i nostri figli alzino le mani, te lo dico per esperienza: noi non abbiamo mai usato la forza fisica eppure adesso tra loro si menano. Ma questa è una ragione in più, non in meno, per insistere nel mostrarci fermi sulla non violenza. Se vuoi ti lascio quello che io stessa avevo scritto a riguardo http://www.pensierirotondi.com/la-saggezza-educativa-dello-sculaccione/

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  6. Vero. Vero che scappano le sculacciate, vero che è una sconfitta per il genitore; vero che se si è stati allevati così è ancora più impegnativo non riproporlo cone metodo educativo (ebbene sì, io ci sono passata e qualche sculacciata in passato l'ho data provando solo senso di colpa e di fallimento). NON è vero che i bimbi vengono su bene lo stesso: certo crescono, si adattano (d'altronde quelli sotto le bombe giocano in mezzo alle macerie sorridendo...), ma restano i segni: quando da adulti c'è senso di inadeguatezza, di insofferenza verso il comportamento degli altri, di aggressività, quel modo brusco di trattare gli altri, mancanza di rispetto, ecc...beh, la maggior parte sono venuti su a suon di ceffoni perché bisognava obbedire, non discutere, possibilmente non disturbare! Ecco, quello che funziona è tenere presente che i bambini imparano dall' esempio, che i valori si trasmettono in famiglia, che il rispetto, l' ascolto e la buona educazione da lì arrivano! ;)

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    1. Questa tua riflessione mi piace talmente tanto che vorrei chiederti il permesso di condividerla a mia volta. Hai colto nel segno!

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  7. Bellissimo post Marta, sono d'accordo con te su tutto.

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    1. Grazie, Sara. Purtroppo non tutti la pensano così :-/

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