venerdì 27 luglio 2018

Dove trovare una babysitter?

Forse non tutti di voi sanno che quando è nata Beatrice ho lasciato il mio lavoro di educatrice, per svariati motivi.
Innanzitutto un peso emotivamente insopportabile, per me, al solo pensiero di lasciare lei per trascorrere il mio tempo con altri dodici bambini. Nessuna scusa di staccare un po' per ritornare da lei più fresca, visto il punto precedente. Nessun ritorno economico per cui valesse la pena tenere duro (stendiamo un velo pietoso sulla paga di un'educatrice non statale, 'ché le signore delle pulizie - sempre siano lodate - prendono di più). Orari incompatibili, soprattutto considerando la mancanza di disponibilità di mio marito che lavora lontano e nessun altro aiuto, per lo meno non costante come sarebbe stato necessario.

Come avrei fatto ad essere al lavoro alle sette e mezza del mattino? Dove avrei messo la bambina? Qui la maggior parte degli asili nido apre alle sette e mezza, proprio come quello in cui lavoravo io.

Visti gli orari, dunque, avrei dovuto appoggiarmi anche ad una babysitter. A questo punto tornate a leggere più su, dove vi accenno della mia paga. Nido + babysitter = superato di gran lunga la mia entrata economica. Per non parlare degli inevitabili periodi di malattia.

Niente, nel mio caso non sarebbe stato possibile neanche volendolo.

Ma chi, per scelta o per necessità, rientra a lavoro... come fa? 


Chi non ha i nonni disponibili, spesso e volentieri non potrà contare solo sull'asilo e dovrà pensare anche ad una babysitter. E qui sorge una domanda: come si trova una babysitter affidabile?

Ho scoperto che esiste un portale dedicato proprio a questo: si chiama Babysits



Babysits è comodissimo perché si può cercare la babysitter che più ci aggrada inserendo moltissimi parametri come la zona di riferimento, ovviamente, ma anche la fascia d'età, l'esperienza, la disponibilità lavorativa nell'arco della settimana e altri dettagli per sapere se ha già dei figli, se fuma, se parla altre lingue e quali, se ha la patente. Tutte informazioni che ritengo davvero utili per inquadrare al meglio una persona che non si conosce e facilitare la scelta.

Ogni babysitter registrata ha un profilo con una descrizione su chi è e qualche informazione in più sulle sue specialità, gli orari in cui è disponibile, la paga che richiede. A questo punto, una volta trovata la persona che più si addice alle nostre esigenze, possiamo contattarla attraverso il servizio di messaggistica del sito e fissare un colloquio.

C'è anche una modalità diversa per cui è il genitore a creare un proprio profilo sul sito e la sua offerta di lavoro, e saranno poi le babysitter interessate alla proposta a mettersi in contatto con il genitore.

Mi ritengo molto fortunata ad aver potuto trascorrere i primi tre anni di vita di Beatrice insieme a lei. L'ho desiderato tanto e non ringrazierò mai abbastanza mio marito per avermi appoggiato e sostenuto in questa scelta. Ma, appunto, sono tra le poche fortunate. E quando, per qualunque motivo, ci si ritrova, invece, a dover lavorare, molto spesso non si sa dove sbattere la testa. Ed ecco che questo portale può decisamente fare al caso nostro 😊
Continue Reading

lunedì 9 luglio 2018

Come riciclare la plastica in modo creativo - Le bottiglie

Come saprete, quest’anno la Giornata Mondiale dell’Ambiente è stata dedicata alla lotta all'inquinamento dovuto alla plastica, vista la gravità della situazione. Ognuno di noi, nel suo piccolo, DEVE fare qualcosa. Perché le rivoluzioni e i cambiamenti, in fondo, partono dal basso. 

È da qui che nasce il progetto della mia amica Cristina di GoodFoodLab, che ha studiato a fondo questa tematica. L'invito è quello di prendere coscienza sui danni ambientali - ma anche danni alla salute di ognuno di noi - provocati dalla plastica.

Io ho coinvolto Beatrice. Le ho raccontato di come le tartarughe marine spesso ingeriscano i sacchetti di plastica confondendoli con le meduse, loro prede abituali, e di come questo porti loro problemi molto gravi e, spesso, a morire. Le ho parlato anche della famosa isola di plastica che si è creata nell'oceano Pacifico grazie ai nostri rifiuti. Dopodiché le ho proposto un paio di giochi "riciclosi", perché attraverso il gioco i bambini possono imparare tantissimo.

UN BUFFO VASO DI PLASTICA


Noi siamo fortunati, a casa nostra si può bere l’acqua del rubinetto. Quando abbiamo trascorso qualche giorno in Liguria, però, siamo stati costretti ad acquistare qualche bottiglia di plastica, come spesso accade quando siamo fuori casa. In genere le riutilizzo per bere di notte, o quando siamo fuori casa.

Questa volta, però, ne ho riciclata una per farci un’attività carinissima con Beatrice. 


L’ho tagliata alla base e lei l’ha riempita di terra per poi aggiungerci dei semini di erba.

come riciclare una bottiglia di plastica con i bambini


Una volta cresciuta l'erbetta abbiamo incollato con la colla vinilica il tappo della bottiglia al posto del naso e degli occhietti creati ad hoc su un ritaglio di carta, e guardate che buffo personaggio che ne è uscito!

come riciclare una bottiglia di plastica con i bambini


Ora lei si diletta anche a fargli da parrucchiera 😉

riciclare una bottiglia di plastica con i bambini



Cosa ne dite? Fatemi sapere se lo farete anche voi!

A presto con il secondo gioco! 😉
Continue Reading

giovedì 21 giugno 2018

Mettilo giù che così lo vizi

Torniamo a parlare di "vizi", un argomento che mi sta molto a cuore


Quanti di voi si sono sentiti dire "mettilo giù che così lo vizi" almeno una volta nella vita? Io direi tutti. Sbaglio?

il bisogno del contatto del neonato

Qualcosa si sta muovendo, ma la convinzione che tenere in braccio i bambini sia sbagliato è ancora tanto radicata, nonostante negli ospedali stessi, negli ultimi anni, siano cambiati completamente i protocolli.

Questo basterebbe a farci riflettere.
Basta pensare al contatto pelle a pelle (chiamato anche skin-to-skin) che viene praticato (spero) ormai dovunque, durante le prime ore dopo la nascita. Oppure al "rooming-in", ovvero la presenza costante del bambino nella stanza della mamma, CON la mamma. Per una vicinanza continua, senza separarli come avveniva fino a non molto tempo fa.
La mia generazione - e parlo di poco più di trent'anni fa - veniva ancora allontanata dalla mamma durante la degenza almeno per la notte, se non di più. In seguito a studi di neurobiologia e neuropsicologia, invece, hanno capito l'importanza di questo contatto continuo e gli ospedali sono i primi ad essersi adeguati.

Il bisogno di contatto del neonato è un bisogno primario tanto quanto quello di essere nutrito.


Risulta addirittura essenziale con i bimbi nati prematuri, che in questo modo hanno molta più probabilità di sopravvivere e di crescere scongiurando patologie importanti. Avete mai sentito parlare della Kangaroo Care? Viene chiamata anche marsupio terapia, e si tratta proprio di tenere addosso i bimbi nati pre-termine per poterne regolare la temperatura corporea, il respiro, per allattarli e stimolarli attraverso il contatto pelle a pelle con la mamma, ventiquattr'ore su ventiquattro.

Durante un corso che sto seguendo proprio in questo periodo mi è stato ricordato che il bambino viene al mondo quando la dimensione cranica ha raggiunto la misura oltre la quale non potrebbe più passare dal canale del parto, ma il suo sviluppo neurologico non è ancora giunto a termine. 


Tant'è vero che, contrariamente a molti cuccioli di altre specie, il cucciolo d'uomo è ancora completamente dipendente dai genitori senza i quali non potrebbe sopravvivere. Si parla di "esogestazione", ovvero i (circa) nove mesi successivi alla nascita durante il quale il bambino arriva GRADUALMENTE alla maturazione completa. Nove mesi in cui, soprattutto inizialmente, ricercherà quel contenimento, quel dondolio (da qui "dindalon" 😉) e quel calore che lo hanno accompagnato per tutta la sua vita uterina e che gli daranno sicurezza, conforto e gli permetteranno di crescere sentendosi amato e compreso. E questo può ritrovarlo solamente attraverso le braccia della mamma (o della figura che se ne prende cura).

I neonati, quindi, non sono "furbi" né viziati, sono semplicemente istintivi, frutto di un bagaglio comportamentale che consentiva loro, migliaia di anni fa, di sopravvivere proprio grazie alla vicinanza del genitore.
Continue Reading

martedì 12 giugno 2018

L'Hotel dei Fiori di Alassio, quando si dice "family friendly"

Come forse qualcuno di voi già sa, il papà di Beatrice lavora spesso in Liguria e lei ed io, ogni tanto, ne approfittiamo per seguirlo. È un modo per passare meno tempo senza di lui e per staccare un po' la spina dal trantran quotidiano, nonché per godere di un po' di aria di mare!

weekend lungo ad Alassio


Siamo state diverse volte a Genova (sul mio profilo Instagram potete vedere molte foto delle nostre gite!), dove lui ha l'ufficio e noi delle amiche, ma l'ultima volta ci siamo spostati ad Alassio.


Adoro questi paesini della Liguria dove è tutto a portata di mano, trovo siano l'ideale per le mamme con i bambini che, in questo modo, hanno tutto a portata di mano senza dover utilizzare l'auto. Che libertà!


Abbiamo scelto come base l'Hotel dei Fiori e ci siamo trovati splendidamente.

È uno di quegli hotel che definirei assolutamente "family friendly", ovvero particolarmente adatto alle famiglie con bambini. 


Beatrice ha cinque anni, non necessita più di chissà quali attenzioni, ma ci sono alcuni dettagli che non possono che far sempre piacere, come il cameriere che il primo giorno le ha regalato un quadernino con delle matite colorate per disegnare. Oppure la mattina in cui ci siamo svegliate troppo tardi, e ci hanno servito la colazione nonostante fossimo decisamente fuori tempo massimo. Sono particolari che fanno la differenza a cui, purtroppo, non siamo poi così abituati.

Ma gentilezza e cortesia non sono le uniche caratteristiche apprezzate di questo hotel, andiamo sul pratico: un angolo giochi dedicato ai bambini!

l'angolo giochi dell'Hotel dei Fiori di Alassio

Pareti di lavagna per poterci scrivere sopra, divanetti, tavolino, libri, pupazzi e chi più ne ha più ne metta! Appena entrati in albergo, la sera stessa in cui siamo arrivati, Beatrice si è piazzata lì, incantata (non ci era mai capitato di trovare un angolo giochi in un hotel prima d'ora!). Hanno anche una vera e propria ludoteca esterna all'albergo, a pochi passi, dove alcune ragazze sono disponibili a prendersi cura dei bambini nel caso in cui i genitori ne abbiano necessità.

Mi sono informata su altri aspetti riguardanti i bimbi più piccoli, in modo da potervi dare delle informazioni più complete:

  • forniscono un fasciatoio portatile per il cambio, da poter utilizzare nelle camere 
  • procurano una vaschetta per poter fare più comodamente il bagnetto ai piccolini
  • i cuochi preparano quotidianamente il brodo vegetale per i pasti dei bimbi in fase di svezzamento, e sono disponibili a richieste personalizzate
  • nella hall c'è una zona con tavolini e divani in cui poter, eventualmente, allattare comodamente

Insomma, da tenere presente se si va da quelle parti, e noi contiamo di tornarci presto!



Questo post è stato scritto in collaborazione con Baby Pit Stoppers, la più ampia mappatura italiana di locali "family friendly". L'azienda Holle che produce alimenti per bebè biologici, ha deciso di unirsi alla missione di Baby Pit Stoppers attraverso una donazione che permette di continuare ad essere al fianco delle neo famiglie offrendo loro un servizio utile e gratuito.
Continue Reading

giovedì 7 giugno 2018

Cinque anni

Stai crescendo tanto, e me ne accorgo pur avendoti sotto gli occhi ogni giorno. 


Non crescono solo le tue lunghe gambe e i tuoi capelli. Stai crescendo dentro. Fai discorsi da grande, ben articolati. Ci sono momenti in cui mi rendo conto di trattarti quasi come un'adulta, e mi devo fermare per realizzare che non lo sei affatto.



Ma non si può negare che tu stia davvero diventando una donnina. Stai imparando tante cose nuove, come ad intrattenerti un pochino da sola. Bazzecole per qualcuno, un passo importante per te, per noi.

Mi accorgo che stai prendendo le distanze da me, come è inevitabile che sia.

Eppure ci sono alcuni momenti in cui torni ad essere la mia cucciola in cerca di contatto, come quando dormi. Una mano, un abbraccio. O quando ti svegli troppo presto dal riposino pomeridiano, ma ti basta riavermi accanto per appisolarti ancora un po'. Ti accoccoli vicino a me a sentire il mio calore, a cercare le mie ciglia con la manina, come fai da quando avevi una manciata di mesi o poco più.

E io me li godo tutti questi istanti. Ogni mattina temporeggio fino all'ultimo secondo prima di farti alzare, per assaporarmi ancora quell'abbraccio assonnato, la tua testolina calda che si incastra nel mio collo. E ogni sera sorrido alla tua richiesta di addormentarti in braccio a me, spalmata come marmellata sul pane, nonostante il caldo di giugno. E ascolto ancora con emozione e stupore il tuo respiro che rallenta fino a prendere quel ritmo calmo del sonno.
Non mi pongo una scadenza, non mi interessa questo genere di autonomia. Hai bisogno di me per dormire? Sono qui, con piacere. Che fretta c'è di percorrere una strada a senso unico? Che fretta c'è di mandare avanti veloce, se poi non c'è il rewind?

Ti lascio quando vuoi andare, ti prendo quando vuoi tornare. Senza fretta. Quella la riserviamo ad altro, perché indietro non si torna.

E così eccoci arrivate ai cinque anni.

Oggi voglio augurarti di continuare a crescere con la tua testa, senza farti condizionare troppo da chi hai accanto. Di prendere ciò che di buono trovi e lasciare quello che non ti garba. Di ascoltare e imparare tanto per farne un grande bagaglio da portare con te. Di stupirti ancora delle piccole cose e fare domande che mi permettano di guardare il mondo con i tuoi occhi di bambina.


E ricordati che io sono e sarò sempre qui, accanto a te. Per giocare, leggere, cantare, ridere, viaggiare, ascoltarti, coccolarti. Ed educarti, anche nelle situazioni che ti sembrano meno piacevoli, per il tuo bene. Perché questo è il mio compito di mamma.


Buon compleanno pupina mia,
ti voglio bene più di ogni altra cosa al mondo.

La tua mamma
Continue Reading