martedì 10 marzo 2015

Per te

Sono passati tanti anni da quando io e lui ci siamo incontrati: eravamo poco più che due ragazzini, sempre in giro, ci divertivamo insieme, ma per me non era il momento di iniziare una storia seria. Per lui, invece, si. E ci aveva visto lungo, come si suol dire. Non ha mai mollato e ha finito per convincere anche me. 

In 10 anni siamo cresciuti tanto, prendendo la stessa direzione, cosa che non spesso accade. Siamo diventati genitori e, anche in quest'avventura, la via presa è la stessa. Con salite e discese, ma la via è quella. Trovandosi davanti ad un figlio ci si rende conto di come possa essere facile avere divergenze di opinione sul suo accudimento e sulla sua crescita, divergenze che possono anche essere grandi e allontanare i genitori. Noi invece, siamo stati da subito sulla stessa lunghezza d'onda: eravamo ancora in ospedale e già lui, mosso da un istinto tutto suo e da un immenso e immediato amore per la nostra piccolina, preferiva tenerla tra le sue braccia, anziché lasciarla nel lettino; era il primo a suggerirmi di attaccarla al seno al primo lamentino, a volerla in camera con noi una volta tornate a casa; a non resistere mezzo secondo vedendola infastidita nella carrozzina o nella 'sdraietta', ad addormentarla in braccio cullandola e cantandole delle canzoncine (era l'inno del Barcellona, ma va bè!). Mi ha appoggiato nella scelta dell'autosvezzamento, fidandosi di me.
Ha sentito, come me, il bisogno di vivere in un ambiente il più sereno possibile, circondati da belle persone, e così abbiamo fatto. 

Ci sono momenti in cui Beatrice vuole solo la mamma e lui comprende senza farne un dramma. Ultimamente, però, lei lo cerca molto ed è così bello vederli insieme! Lo cerca ogni mattina, quando io e lei ci svegliamo e lui è già al lavoro: "papà tonna (torna)", dice. E aspetta che rientri la sera, per dirgli di togliersi giacca e scarpe (!) e coinvolgerlo subito nel gioco del momento e raccontargli, a modo suo, la nostra giornata. Adesso che lei sta crescendo, ci sono momenti in cui la sua gestione è meno facile di prima, ovviamente. Inizia ad avere le sue idee, i suoi piccoli progetti (voleva giocare con la cucina, non lavarsi i denti!) e i suoi primi no. Per me è più facile, passando con lei ogni momento so come comportarmi. Per lui a volte è meno immediato ma è molto paziente e vedo che ci osserva per 'imparare' come muoversi. Questo è un altro grande pregio. 
Beatrice è fortunata ad avere un papà così, giocherellone a attento, innamorato della sua bimba come di nessun altro e piuttosto ben disposto verso i cambiamenti che l'arrivo di un bambino porta inevitabilmente nella nostra vita.

Nel mese della festa del papà - nonché del tuo compleanno - voglio dedicare a te questo post. Grazie, Ale.


 

Questo post partecipa al tema del mese delle Instamamme (qui il link).
 

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