martedì 27 settembre 2016

Calendario settimanale per bambini

Con l'inizio della scuola materna, Beatrice sta iniziando a capire che la settimana è suddivisa in giorni in cui si va all'asilo e giorni in cui si rimane a casa.

Non si è ancora adattata a questa novità, ed ogni mattina mi rivolge la stessa domanda (passerà, vero?):
"Oggi devo andare a scuola?", con gli occhi sbarrati - povera stella, non vedo l'ora che arrivino momenti migliori!

Detto questo, ho pensato a come aiutarla a capire in quale giorno viviamo, con la speranza di alleviarle questa angoscia e darle un po' di sicurezza in più.

Abbiamo creato insieme un semplicissimo calendario settimanale.
Ho voluto prepararlo con lei per renderla partecipe, così si è divertita ed in più è servito per assimilare meglio il concetto.
Ha colorato ogni giorno di un colore diverso, scegliendo lei i pastelli, ed ha appiccicato le due casette con lo scotch di carta, nelle colonne relative al weekend.


L'abbiamo poi attaccato al frigo, ed ogni mattina lei sposta la calamita sul giorno giusto.



Niente di complicato, dunque, ma utile per imparare la nozione del tempo e aver sotto controllo la sequenza delle giornate.

Un pezzettino per volta.

Ps: ora c'è solo da sperare che non si ammali, altrimenti, scoperto che in caso di malattia si rimane a casa...

lunedì 19 settembre 2016

Capitolo scuola (3) - L'inserimento

Quella appena passata è stata una settimana emotivamente impegnativa. Tanto impegnativa.
Beatrice ha cominciato questo benedetto asilo. 

I primi due giorni di inserimento ogni bimbo nuovo era accompagnato da un genitore. Insieme abbiamo esplorato la struttura, le varie sezioni, abbiamo conosciuto le maestre e partecipato a qualche gioco. Non mi ha mai mollata, ma mai più mi sarei aspettata che lo facesse.


Il bello è arrivato il terzo giorno, quando ho dovuto lasciarla lì senza di me e le previsioni di lei aggrappata al mio collo piangente si sono avverate. Come se non conoscessi mia figlia. Nonostante fosse preparata e convinta, nel momento in cui ha dovuto salutarmi è crollata. La maestra me l'ha strappata dalle braccia e insieme a lei ha strappato un pezzo del mio cuore. L'ho sentito nettamente. Una cara amica ha paragonato il dolore che si prova ad una coltellata (si, non sono l'unica a soffrire così in questi momenti).
Quando sono tornata a prenderla era catatonica. Parlava a monosillabi. Poi mi ha raccontato di aver pianto tanto e di non aver mai giocato. Idem il giorno successivo.

Sono seguiti momenti di grandissimo sconforto, dove mi sono sentita impotente e sbagliata. Momenti in cui ho messo in discussione il modo in cui è stata cresciuta, sempre con me. Momenti in cui l'unico pensiero era che non soffrisse più.
Quella vocina che trattenendo le lacrime mi chiedeva di non tornare più a scuola mi faceva sentire il cuore pesante.

Non so dove ho trovato la forza di sorridere - almeno davanti a lei - e di incoraggiarla. Di spiegarle che era normale e che piano piano sarebbe stata sempre meglio, "perché noi l'abbiamo visto insieme quant'è bello quell'asilo".

Venerdì abbiamo visto la luce in fondo al tunnel. L'ho lasciata senza che piangesse e, quando sono tornata a prenderla, la maestra, felice, mi ha detto che era andata molto meglio. Beatrice, tutta soddisfatta, mi ha detto che aveva giocato con le costruzioni e che non aveva mai pianto. Io mi sono sentita improvvisamente più leggera. Un sollievo indescrivibile.

Non è sicuramente finita qui, ma ora so che ce la faremo. Che non ho sbagliato tutto, ma è solo questione di lasciarle il tempo di trovare un suo equilibrio anche lì. Che, per come è lei, non potevo farle (e farci) un regalo più grande, passando i primi tre anni di vita insieme.




I Capitoli precedenti:
Capitolo scuola (1) - Il prima
Capitolo scuola (2) - Sentimenti (materni) contrastanti



sabato 17 settembre 2016

Organizzare una festa di compleanno in casa

Il prossimo mese le mie sorelline (gemelle) compiranno 12 anni. Abbiamo esattamente vent'anni di differenza e, grazie a questo, ho potuto godermele proprio tanto.
La mia bimba, dal suo canto, ha la fortuna di avere delle zie giovanissime, che giocano molto con lei, in un misto di "maturità" portata dai 9 anni in più, e spensieratezza tipica dell'essere ancora un po' bambino. I loro sono giochi veri, ricordi ancora freschi di quando erano più piccole. Lei le adora come nessun altro.

Anche per loro, come per Beatrice, abbiamo sempre festeggiato il compleanno a casa. Nonostante il grande lavoro che comporta la preparazione - ma anche il durante e il dopo! - la riuscita è sempre assicurata. Gli ospiti - parenti e/o amici che siano - sono sempre a loro agio e le festeggiate anche.

mercoledì 7 settembre 2016

Capitolo scuola (2) - Sentimenti (materni) contrastanti

Mancano pochi giorni.
L'angoscia di mesi fa, quella che mi teneva sveglia di notte e mi ha procurato dei problemi al fegato che neanche un alcolizzato, è passata. Grazie a dio - o chi per esso.

Ora sono in balia di sentimenti contrastanti, come una barca tra le onde. 

Passo dall'immaginarmi Beatrice che gioca felice con gli altri bimbi, che scopre attività divertenti e interessanti, al pensiero di lei che piange disperata aggrappata al mio collo, con magari una maestra che mi invita ad uscire lasciandola così. Argh.

martedì 30 agosto 2016

Capitolo Scuola (1) - Il prima

Eccoci qui a 2 settimane dall'inizio della scuola materna. Quando si dice che il tempo vola, vola. Ad una velocità incredibile.

Tempo fa ho raccontato della mia angoscia rispetto a quello che per noi sarà un grandissimo cambiamento (se vuoi leggi qui), perché, tra le altre cose, io e Beatrice arriviamo da 3 anni passati sempre insieme.
In questi mesi ho avuto modo di lavorare un pochino su di me e ora mi trovo molto più serena a riguardo. Il "più" non posso certo ometterlo, ma il miglioramento lo sento realmente.

martedì 23 agosto 2016

Fuori dal coro

Più leggo in giro, più mi rendo conto di essere una mamma fuori dal coro.
Quello che va per la maggiore, ora come ora, è il genitore tutto d'un pezzo e fiero di esserlo, quello che "non cede ai capricci dei figli", quello che "i bambini sanno perfettamente come ricattarci emotivamente", quello che "piangere un'ora nel lettino non ha mai fatto male a nessuno".
Poi ci sono quelli che si sentono male a comportarsi così, che l'istinto gli dice altro, ma si fanno forza a vicenda, leggendo libri che seguono questo filone di educazione moderna e prendendo esempio da articoli di persone conosciute, che sottolineano quanto sia più facile essere accondiscendenti e lasciare che i figli facciano ciò che vogliono da mattino a sera. Più difficile fare i genitori.

martedì 2 agosto 2016

Sicilia Sud - Orientale | Appunti di viaggio

Dopo quest'ultima vacanza in Sicilia, ho diverse cose da raccontare e condividere con voi. Perché quello che abbiamo visitato è davvero un luogo fantastico, di quelli che vanno visti almeno una volta nella vita.

SICILIA SUD - ORIENTALE

La meta di quest'estate ce l'avevamo chiara: volevamo tornare ancora una volta nella bellissima Sicilia, così grande e ricca di posti nuovi da scoprire.

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